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Visita le Marche. Cosa vedere nel borgo di Porto San Giorgio in un giorno

Porto San Giorgio è un borgo in provincia di Fermo, dove mare e storia faranno da cornice alla tua permanenza

- Cristina Antonini

Porto San Giorgio è conosciuta principalmente come meta turistica balneare. In realtà già nel 1927, per decreto ministeriale, divenne una stazione di cura, soggiorno e turismo. Non tutti però sanno che il suo porto, in epoca romana, era sinonimo di potenza economica: uno sbocco naturale sul mare, strategico per la città di Fermo.

Il porto al tramonto

Il porto era collegato alla città tramite una strada, la Pompeiana. Strada che, ancora oggi, collega Fermo a Porto San Giorgio.

Una storia che dura secoli

Questo vuole essere solo un assaggio del bellissimo tour che è possibile fare lungo le vie del centro.

Partiamo da una suggestiva rappresentanza del passato, Rocca Tiepolo, fatta erigere nel 1267 dal podestà di Fermo, Lorenzo Tiepolo, progenio del doge di Venezia, Jacopo. Grazie alla sua posizione strategica, fungeva da vedetta e da sentinella dalle avanzate che attentavano alla potenza di Fermo ed al suo porto.

Una parte di Rocca Tiepolo

La rocca è circondata da mura con merlature guelfe, e sul portone d’ingresso alla fortezza si scandiscono le seguenti parole:

Urbs. o firmana. tibi, servo, litora, sana, facta. tibi. clavis. portus. tutelaque. navis. dans. felix. omen. sumo. de. martire. nomen. hoc. opus. est. castri. factum. tutelaque. claustri. Quando. currebat. Domini. millesimus. annus. et. bis. centenus. cum. septem. sex. deciesque. tempore. quo. venetus Dominus. Laurentius. olim progenies. Memoranda. ducis. Jacopi, quoque, Teupli Urbem. firmanam. rexit. per. prospera. sanam.

In italiano suona così:

“O città di Fermo io ti conservo salvi i lidi, fatta per te chiusura del porto e protezione delle navi. Dal martire S. Giorgio prendo il nome che dà buon augurio. Quest’opera è stata fatta a guardia del Castello e della palizzata del porto, nell’anno del Signore 1267, al tempo in cui il veneto Lorenzo Tiepolo, progenie del Doge Iacopo, resse la città di Fermo, attraverso prosperi eventi”.

Le mura castellane

Proseguendo il giro intorno alle mura ci imbattiamo nell’Arco del Diavolo, il quale dà un accesso diretto alla parte interna del borgo. Leggenda vuole che, dopo il tramonto, non si possa attraversare l’arco, in quanto il diavolo in persona è solito presentarsi e spaventare i passanti.

Mi raccomando, non lo fate!

Arco del Diavolo

Da non perdere tra le magnifiche opere dell’800

Villa Bonaparte, con il suo stile neoclassico, ornata da bassorilievi con trofei d’armi. Fu fatta costruire da Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone, che, in esilio insieme a sua moglie Caterina di Württemberg, soggiornò a Porto San Giorgio tra il 1829 ed il 1832. Fu proprio Caterina a definire la città un vero e proprio “paradiso terrestre”.

Villa Bonaparte

Il teatro Vittorio Emanuele II fu costruito tra il 1811 ed il 1827, ed è definito oggi una piccola bomboniera. La sua facciata si compone di un frontone con due mascheroni, simboleggianti la Commedia e la Tragedia. In alto spicca, su lastra di pietra, la scritta “Castigat ridendo mores”, ovvero: “corregge i costumi ridendo”.

Teatro Vittorio Emanuele II

Al suo interno avremmo dovuto ammirare un pregevole sipario, ora ahimè perduto. Era opera dello scenografo Mariano Piervittori da Foligno, raffigurante l’ingresso di Vittorio Emanuele II in piazza San Giorgio.

Davanti al teatro troviamo inoltre una graziosa piazzetta.

Ancora oggi è possibile essere spettatori di una ricca stagione culturale e, su richiesta, celebrazioni di matrimoni.

Corso Castel San Giorgio

La Chiesa di San Giorgio fu costruita nel 1830 e si trova ai piedi di Rocca Tiepolo. La facciata risulta incompiuta, in quanto mancante di un portico con colonne doriche. All’interno troviamo una scultura di Giorgio Paci, raffigurante San Giorgio con il drago, ed il Polittico di Carlo Crivelli, o meglio una copia in quanto venne smembrato e venduto in lotti separati durante il periodo del mercato collezionistico tra Settecento e Ottocento.

Chiesa di San Giorgio

Di fronte alla maestosa chiesa di San Giorgio possiamo ammirare la fontana della Democrazia (o dell’Abbondanza), costruita per celebrare l’acquedotto del 1897. Al centro si erge maestosa una figura femminile, immagine allegorica della democrazia, che regge nella mano destra un melograno e in quella sinistra delle spighe di grano, simboli rispettivamente di fecondità ed abbondanza.

La Fontana della Democrazia (o dell'Abbondanza)


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